Sulle orme di Pinturicchio a Roma

Pinturicchio, Affreschi della libreria Piccolomini nella Cattedrale di Siena
Affreschi della libreria Piccolomini

Dopo aver ammirato la Libreria Piccolomini e le tarsie del pavimento della Cattedrale di Siena, alcune delle quali opere dell’ingegno di Pinturicchio, mi sono messa sulle tracce di questo straordinario artista visitando le opere da lui realizzate nella città di Roma. Qui infatti il pittore trascorse alcuni anni, a partire dalla fine degli anni Settanta del Quattrocento, lavorando per i pontefici Innocenzo VIII, Alessandro VI, Pio III, Giulio II: appassionato studioso dell’antico, fu il primo ad utilizzare il motivo delle grottesche ammirato sulle pareti della Domus Aurea di Nerone, scoperta in quel periodo sul Colle Oppio, anticipandone la moda degli anni successivi.

Santa Maria del Popolo, Cappella di San Girolamo, Vergine in adorazione del Bambino con i pastori e san Girolamo
Santa Maria del Popolo, Cappella di San Girolamo, Vergine in adorazione del Bambino con i pastori e san Girolamo

Fra le opere che ho visitato, la Cappella di San Girolamo in Santa Maria del Popolo (eseguita tra il 1477 e il 1479 per il cardinale Domenico della Rovere), la tavola con la Crocifissione di Cristo tra San Girolamo e San Cristoforo (conservata alla Galleria Borghese), la Cappella Bufalini a Santa Maria in Aracoeli (databile attorno al 1483), la Cappella del Cardinale Girolamo Basso della Rovere sempre a Santa Maria del Popolo, risalente agli anni Ottanta del Quattrocento.

La Cappella di San Girolamo fu la prima opera realizzata dal Pinturicchio a Roma: di forma esagonale, presenta al centro l’altare e ai lati due finestre. La volta, a calotta, è decorata con un cielo blu con stelle dorate, mentre nelle cinque lunette alla base sono raffigurate scene della vita di San Girolamo. Le costole della volta sono dipinte con candelabri bianchi su fondo dorato, mentre le pareti della cappella sono scandite da una struttura a pilastri dipinti, con capitelli corinzi, che dà l’illusione di un’architettura che sorregge l’intera trabeazione. I pilastri sono decorati con grottesche su fondo oro – motivo questo che qui compare per la prima volta – e che si ripete anche negli sguinci delle finestre.  Sull’altare vi è una Vergine in adorazione del Bambino con i pastori e San Girolamo, risalente al 1479. Sul lato sinistro vi è infine il monumento funebre del committente e del di lui fratello, Domenico e Cristoforo della Rovere, a cui corrisponde a destra il monumento di Giovanni de Castro, entrambi in marmo.

Crocifissione fra i santi Cristoforo e Girolamo alla Galleria Borghese
Crocifissione fra i santi Cristoforo e Girolamo alla Galleria Borghese

Il Crocifisso con i Santi Girolamo e Cristoforo che si trova alla Galleria Borghese è una delle poche opere su tavola di Pinturicchio che si ammirano a Roma, ed è particolare per l’utilizzo di sottili fili d’oro che sottolineano i panneggi delle vesti e alcuni dettagli del paesaggio, testimonianza dell’esperienza di miniatore del pittore. L’opera è datata attorno al 1477, ed è ipotizzabile che fosse destinata all’altare della Cappella di San Girolamo a Santa Maria del Popolo prima che fosse realizzato l’attuale affresco con la Vergine adorante.

Santa Maria in Aracoeli, Cappella Bufalini, Gloria di San Bernardino da Siena - dettaglio
Santa Maria in Aracoeli, Cappella Bufalini, Gloria di San Bernardino da Siena – dettaglio

Attorno al 1483 si fa risalire la realizzazione della Cappella Bufalini a Santa Maria in Aracoeli, che può essere considerata uno dei capolavori del Rinascimento romano sia per la complessità del contenuto che vi è narrato, sia per la composizione delle scene che vi sono rappresentate. Il ciclo pittorico è dedicato alla storia di San Bernardino da Siena, ma il modo in cui essa è raccontata e la scelta degli episodi illustrati è del tutto inusuale rispetto alla tradizione: sulle pareti principali sono esposti quattro momenti fondamentali della vita del santo, ovvero il suo ritiro sulle colline senesi per meditare sulla croce di Cristo (lunetta della parete sinistra), l’imposizione degli abiti francescani (parete destra, riquadro in basso a sinistra), le sue esequie (parete sinistra) e infine la sua gloria (parete d’altare).

Santa Maria in Aracoeli, Cappella Bufalini, Esequie di San Bernardino da Siena
Santa Maria in Aracoeli, Cappella Bufalini, Esequie di San Bernardino da Siena

All’interno di queste quattro scene principali sono poi narrati, con scene in secondo piano, ulteriori episodi, e sono anche ritratti alcuni contemporanei del pittore, tra cui i membri della famiglia Bufalini, committente dell’opera. I riquadri sono ripartiti all’interno di una struttura dipinta di pilastri ed archi, completamente ornata con grottesche, che dà l’illusione della tridimensionalità: tale artificio trova la massima espressione nella grande piazza ideale in cui Pinturicchio ambienta l’esequie di San Bernardino, chiara citazione della piazza prospettica della Consegna delle Chiavi a San Pietro dipinta poco prima da Perugino sulle pareti della Cappella Sistina.

Santa Maria del Popolo, Cappella Basso della Rovere, Assunzione della Vergine
Santa Maria del Popolo, Cappella Basso della Rovere, Assunzione della Vergine

Ho ammirato infine la Cappella Basso della Rovere, anch’essa in Santa Maria del Popolo come la Cappella di San Girolamo, ma risalente al 1484 e dedicata a Sant’Agostino. Lo schema delle decorazioni si deve a Pinturicchio, ma gli affreschi furono realizzati da un suo collaboratore, identificato in Giacomo Pacchiarotto. Anche qui l’impianto è articolato in una finta architettura – che riprende quella della Cappella di San Girolamo – che suddivide lo spazio pittorico in cinque sezioni. Sulla parete d’altare vi è affrescata una Madonna col Bambino e Santi mentre in quella di sinistra si ammira l’Assunzione della Vergine. A destra infine vi è il monumento funebre di Giovanni della Rovere. Mentre nella Cappella della Rovere vi era un finto basamento, qui in basso si trova un fregio monocromo con scene della Crocifissione di San Pietro, la Disputa di Sant’Agostino con i pagani, il Martirio di Santa Caterina e il Martirio di San Paolo.

Santa Maria del Popolo, Cappella Basso della Rovere, Volta con grottesche e busti di profeti. Nelle lunette, scene della vita di Maria
Santa Maria del Popolo, Cappella Basso della Rovere, Volta con grottesche e busti di profeti. Nelle lunette, scene della vita di Maria

Nelle lunette della volta vi sono scene della vita di Maria mentre la volta è dipinta con grottesche su fondo oro, motivo che sostituisce il tradizionale cielo blu stellato o la rappresentazione degli evangelisti o dei dottori della Chiesa.

Il mio percorso per adesso si è fermato qui, ma reputo fondamentale portarlo avanti recandomi nei Musei Vaticani, per ammirare l’Appartamento Borgia, considerato il capolavoro di Pinturicchio, il Casino del Belvedere, la Cappella Sistina, dov’egli lavorò a fianco di Perugino nei riquadri del Battesimo di Cristo, nella Circoncisione del figlio di Mosè e nella perduta Assunzione (distrutta da Michelangelo quando realizzò il Giudizio universale). Vorrei inoltre ammirare le sue opere nel Palazzo dei Penitenzieri (visitabile solo con guida e su appuntamento) e nel Palazzo Colonna.

Santa Maria del Popolo, Cappella Basso della Rovere, La disputa di Sant'Agostino con i pagani - dettaglio
Santa Maria del Popolo, Cappella Basso della Rovere, La disputa di Sant’Agostino con i pagani – dettaglio

Il suo lavoro nella loggia di Castel Sant’Angelo, realizzato su incarico di papa Alessandro VI, è purtroppo andato perduto per sempre, così come il ciclo di affreschi – risalente al 1502 – che ornava il chiostro grande di Santa Maria del Popolo, abbattuto nel 1811 per realizzare la sistemazione di piazza del Popolo progettata dal Valadier. Attendo infine di poter ammirare, nella chiesa di Santa Maria del Popolo, la volta del coro, per adesso inaccessibile per il cantiere di restauro degli stucchi dorati del voltone del presbiterio.

Per chi ama questo pittore è imprescindibile una visita alla Cappella Baglioni di Spello, realizzata tra il 1500 e il 1501, dopo le opere romane di cui ho scritto e prima dell’impresa monumentale nella Libreria Piccolomini di Siena: l’ho raccontata in questo post. Il soggiorno a Roma lasciò in Pinturicchio un ricordo indelebile delle architetture qui ammirate, tanto da riproporle, abbellite dalla propria fantasia, nella Cappella Eroli del Duomo di Spoleto: ne ho parlato nell’articolo dedicato a questa splendida città dell’Umbria.

Altre immagini degli affreschi di Santa Maria del Popolo:

Altre immagini della Cappella Bufalini a Santa Maria in Aracoeli:

Mappa dei luoghi:

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