La mostra “Canaletto 1697-1768” al Museo di Roma a Palazzo Braschi

Canaletto, La Torre dell'Orologio in piazza San Marco, Venezia
Canaletto, La Torre dell’Orologio in piazza San Marco, Venezia

Ho visitato la mostra “Canaletto 1697-1768 allestita al Museo di Roma in occasione dei 250 anni dalla morte di questo straordinario artista raccogliendo 67 sue opere, tra dipinti, disegni e documenti. Un’esposizione da vedere, non solo perché si può ammirare il più grande nucleo di capolavori mai esposto prima in Italia, ma anche per la possibilità di contemplare straordinarie vedute di Roma in una sala dedicata: Canaletto infatti, scenografo nei teatri veneziani, giunse a Roma nel 1719 per allestire due spettacoli nel Teatro Capranica, e nella città eterna decise di specializzarsi nella veduta. Roma lo affascinò con le sue rovine, e pur non facendovi più ritorno la suggestione dei paesaggi lo accompagnò per tutta la vita: le vedute che vengono esposte appartengono agli anni della sua maturità.

Canaletto, L'arco di Settimio Severo, Roma
Canaletto, L’arco di Settimio Severo, Roma

Le altre sale si snodano secondo un criterio tematico e insieme cronologico, a partire da quella sul Canaletto scenografo teatrale insieme al padre Bernardo: prima a Venezia e poi a Roma, dove il teatro – dopo un periodo di proibizione imposto dal papa Innocenzo XII – era tornato a far parte della vita culturale con il successore Clemente XI Albani. La seconda sala è dedicata al capriccio archeologico, soggetto delle prime tele di Canaletto in cui il maestro veneziano dispiega tutta la propria fantasia.

Canaletto, Il Canal Grande con Santa Maria della Carità, Venezia
Canaletto, Il Canal Grande con Santa Maria della Carità, Venezia

La terza sala è dedicata alle vedute di Venezia, di cui le prime furono realizzate subito dopo il ritorno da Roma, nel 1720. Poi, nel corso degli anni, Canaletto sviluppò un procedimento di composizione prospettica derivante da un’osservazione diretta dei luoghi, che gli consentì di rendere con naturalezza la luce e l’atmosfera in cui si stagliavano le architetture della città lagunare. Le prime commissioni da parte degli ambasciatori stranieri sancirono il suo successo nel collezionismo internazionale, mentre venivano divulgate le nuove teorie di Newton sulla composizione della luce, di cui era a conoscenza tanto da rendere la sua limpida rappresentazione di Venezia uno degli emblemi del Secolo dei Lumi.

Canaletto, Il molo verso ovest, con la colonna di San Teodoro a destra, Venezia - dettaglio del molo
Canaletto, Il molo verso ovest, con la colonna di San Teodoro a destra, Venezia – dettaglio

Nel mentre le sue opere venivano inviate in Inghilterra, anticipandone il successo tra i turisti del Grand Tour: il console inglese nella città lagunare, Joseph Smith, riferimento dell’aristocrazia internazionale, inviò intere serie di Canaletto ai nobili britannici in patria. L’acquisto e il possesso di questi dipinti divenne un prestigio irrinunciabile per ogni gentleman del Grand Tour.

Canaletto, Il Colosseo visto da ovest, Roma
Canaletto, Il Colosseo visto da ovest, Roma

Con il diffondersi del gusto neoclassico giunsero a Canaletto le commissioni per dipinti di soggetto romano: il pittore attinse ai propri schizzi giovanili e ad alcune stampe per realizzare le opere richieste a Londra, dove si era stabilito tra il 1746 e il 1755. Qui trascorse nove anni dipingendo le vedute del Tamigi, le residenze di campagna, i capricci: ma la loro luce era differente rispetto alle vedute veneziane che l’avevano reso celebre, tanto da vedersi costretto a porre due annunci sul “Daily Advertiser” con l’invito a visitare il suo studio per smentire la voce che fosse un impostore.

Canaletto, a sinistra Chelsea dal Tamigi a Battersea Rich; a destra Il collegio di Chelsea, la Rotonda, casa Ranelagh e il Tamigi
Canaletto, a sinistra Chelsea dal Tamigi a Battersea Rich; a destra Il collegio di Chelsea, la Rotonda, casa Ranelagh e il Tamigi

Nella sala dedicata a periodo londinese viene straordinariamente ricomposta – in occasione di questa esposizione – una tela conclusa nel luglio 1751 e poi divisa in due parti dallo stesso Canaletto, “Representation of Chelsea College, Ranelagh House and the River Thames”: la parte sinistra è di proprietà del National Trust, la destra del Museo Nacional de Bellas Artes de l’Avana.

Canaletto, Prospettiva con portico
Canaletto, Prospettiva con portico

L’ultima sala è dedicata agli anni trascorsi a Venezia prima della morte, giunta nel 1768: il maestro si dedicò ancora alle vedute destinate ai nobili inglesi, sviluppandole però nel formato verticale. Si ammira qui “Prospettiva con portico”, del 1765, il celebre saggio di ammissione all’Accademia delle Belle Arti con cui Canaletto dimostrò, ancora una volta, il genio nello sviluppo prospettico e l’inventiva di capricci architettonici.

Altre opere in mostra:

Informazioni relative alla mostra:

Canaletto 1697-1768
Mostra a cura di Bożena Anna Kowalczyk
Museo di Roma, Palazzo Braschi
11 aprile – 19 agosto 2018
Sito internet: www.museodiroma.it

Mappa:

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *