La mostra “Stati d’animo. Arte e psiche tra Previati e Boccioni” a Palazzo dei Diamanti di Ferrara

Giovanni Segantini, Ave Maria a trasbordo @ Palazzo dei Diamanti
Giovanni Segantini, Ave Maria a trasbordo @ Palazzo dei Diamanti

La mostra “Stati d’animo”, organizzata a Palazzo dei Diamanti a Ferrara e visitabile fino al prossimo 10 giugno, è dedicata ad approfondire quel peculiare momento storico, tra Otto e Novecento, in cui le scienze cominciarono ad indagare gli stati psicologici e gli artisti cercavano modi nuovi per esprimere i moti dell’animo. Il pregio dell’esposizione consiste, tra gli altri, nel porre attenzione su un tema poco indagato, accostando artisti ed opere d’arte molto conosciuti ad altri meno noti e accompagnando il percorso di visita a testimonianze e documenti delle coeve ricerche in ambito scientifico, letterario e musicale. Il visitatore ne ricava un’impressione ampia e approfondita di un diverso fermento artistico e di una tensione all’indagine psicologica, di un rinnovato rapporto con la natura e infine una relazione con il progresso tecnologico, l’ambiente borghese e cittadino che poi si espresse nelle provocazioni dell’arte futurista.

Giuseppe Pellizza Da Volpedo, Ricordo di un dolore (Ritratto di Santina Negri) - dettaglio
Giuseppe Pellizza Da Volpedo, Ricordo di un dolore (Ritratto di Santina Negri) – dettaglio

Alla metà del XIX secolo risalgono la moderna psicologia e la psichiatria, si fece strada l’approccio evoluzionistico di Darwin e si affermò la fisiognomica: gli artisti si dedicarono al ritratto e alla rappresentazione del volto umano quale specchio delle emozioni e dei sentimenti più profondi. Contemporaneamente la diffusione e l’uso di sostanze stupefacenti negli ambienti della Scapigliatura milanese offrirono occasioni di ispirazione e suggestione, con la creazione di opere quali le Fumatrici d’oppio di Gaetano Previati e Beata Beatrix di Dante Gabriel Rossetti, ritratto dell’amata moglie Lizzie Siddall uccisa da una dose eccessiva di laudano.

Angelo Morbelli, Asfissia! - dettaglio
Angelo Morbelli, Asfissia! – dettaglio

Al fascino di queste atmosfere maledette e bohème è riconducibile anche Asfissia! di Angelo Morbelli, ispirato a un fatto di cronaca o a un romanzo di appendice, con la rappresentazione di un suicidio di coppia in una camera d’albergo: l’opera suscitò un tale scalpore da indurre il pittore a tagliarla in due parti, eccezionalmente ricomposte in occasione della mostra.

Tra gli stati d’animo oggetto dell’esposizione e al centro del dibattito scientifico ed artistico di fine Ottocento, vi sono la melancolia, oggetto di una celeberrima incisione di Dürer e qui significativamente rappresentata da una litografia di Edvard Munch, Bambina malata, nonché la paura e l’allucinazione, che in letteratura trovarono un interprete di riferimento in Edgard Allan Poe, i cui racconti vennero illustrati anche da Previati.

Fernand Khnopff, Acqua calma @ Palazzo dei Diamanti
Fernand Khnopff, Acqua calma @ Palazzo dei Diamanti

La pittura di paesaggio, in particolare quella con specchi d’acqua, venne utilizzata per rappresentare gli stati d’animo, con esiti panteistici nel caso del capolavoro di Giovanni Segantini Ave Maria a trasbordo, con la compresenza empatica di esseri umani, animali e paesaggio. La tela rappresenta inoltre la prima opera italiana in cui si applicò la scomposizione del colore per intensificare gli effetti di luminosità della pittura, secondo gli studi sulla percezione visiva condotti all’epoca. Una sala della mostra è dedicata alla musica, inesauribile fonte di ispirazione e occasione di infinite corrispondenze con la pittura alla luce delle teorie wagneriane dell’arte totale: le tavole di Max Klinger, divulgatore di questa poetica, ne sono un’interessante testimonianza.

Giovanni Segantini, L'angelo della vita - dettaglio
Giovanni Segantini, L’angelo della vita – dettaglio

In seno al simbolismo e ai suoi motivi spicca il tema della maternità, che in mostra è affrontato da due capolavori quali Maternità di Previati e L’angelo della vita di Segantini. Alla figura della donna, intesa non quale madre ma amante e seduttrice, è dedicata la sala della voluttà e degli istinti ferini: con il diffondersi delle malattie veneree e le conseguenti tensioni sociali e morali si spiega la Cleopatra di Previati, dove trionfa il motivo della femme fatale. Il tema degli istinti ferini è invece testimoniato dalla dionisiaca Lotta di Centauri di Giorgio De Chirico.

Giorgio De Chirico, Lotta di centauri - dettaglio
Giorgio De Chirico, Lotta di centauri – dettaglio

L’interesse per la sfera psichica e la suggestione esercitata dalle pratiche dell’ipnosi portarono gli artisti a dedicarsi al tema del sogno e della fusione delle anime, e in tale senso emblematica è l’opera Paolo e Francesca di Previati, rappresentante le anime dei due amanti danteschi trascinati dalla furia del vento nel girone infernale. La sala conclusiva di quelle dedicate agli stati d’animo è incentrata sul tema della solarità e dell’entusiasmo, a partire dalle ricerche scientifiche sulla radiazione del sole fino a giungere agli esiti del divisionismo: l’opera di Pellizza da Volpedo Tramonto o Il roveto testimonia la ricerca del pittore nella rappresentazione della luce al suo nascere e tramontare.

Gaetano Previati, La danza delle Ore @ Palazzo dei Diamanti
Gaetano Previati, La danza delle Ore @ Palazzo dei Diamanti

La Danza delle Ore di Previati offre invece la figurazione simbolica del tema dell’irraggiamento, nella scelta dell’allegoria delle Ore e con l’utilizzo delle iridescenze per suscitare una reazione fisica nell’osservatore.

Nel primo decennio del Novecento lo sviluppo scientifico determinò la diffusione delle tecniche cinematografiche, con l’immagine in movimento, l’impiego dei raggi X – che svelarono una realtà ulteriore rispetto a quella osservabile a occhio nudo – l’utilizzo delle onde radio. Tra le opere che rappresentano questa fase vi è Affetti di Giacomo Balla, in cui il pittore rappresenta il legame e la relazione tra i soggetti della tela, la moglie e la figlia.

Umberto Boccioni, La risata
Umberto Boccioni, La risata

Con l’affermarsi del futurismo si attestò infine una nuova modalità espressiva, profondamente influenzata dalle ricerche e dalle opere dei decenni precedenti: in particolare Previati rappresentò un punto di riferimento imprescindibile, come testimonia il trittico del Giorno, cui si ispirò la Città sale di Boccioni. Il trittico Stati d’animo è dedicato alle sensazioni e ai movimenti innescati dalla partenza di un treno, nel dinamismo e nella simultaneità delle esperienze, mentre la Risata trasforma l’energia di uno scoppio di risa in infinite forme plastiche che si diffondono all’interno di un caffè concerto. Un epilogo che volle portare lo spettatore al centro del quadro, obiettivo programmaticamente dichiarato nel Manifesto tecnico della pittura futurista.

Informazioni relative alla mostra:

Stati d’animo. Arte e psiche tra Previati e Boccioni
mostra a cura di Chiara Vorrasi, Fernando Mazzocca, Maria Grazia Messina
3 marzo – 10 giugno 2018
Sito internet: www.palazzodiamanti.it/1614/stati-d-animo

Per la visita consiglio di utilizzare l’audioguida, inclusa nel costo del biglietto, che integra e approfondisce le informazioni dei pannelli e delle didascalie e suggerisce un percorso di scoperta delle opere, sala dopo sala.

Altre immagini:

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L’equinozio di primavera e le meridiane: dove osservare questo fenomeno a Firenze, Roma e Bologna

Santa Maria Novella a Firenze

Il 20 marzo cadrà l’equinozio di primavera, l’evento astronomico che segna l’avvio della bella stagione e che quest’anno si verificherà alle 17,15. Come il termine stesso significa, martedì prossimo il dì e la notte saranno perfettamente suddivisi nell’arco delle 24 ore, e nei giorni successivi le ore di luce continueranno ad allungarsi fino al solstizio d’estate.

Santa Maria Novella, luce dallo gnomone @ www.smn.it (Foto Giovanni Casini)

La meraviglia suscitata dai perfetti meccanismi del cosmo ha spinto l’uomo a costruire monumenti e calendari solari in grado di calcolare gli spostamenti del sole e a utilizzarli come momenti di grande spettacolo. Fra i luoghi in cui è possibile ammirare questo passaggio vi è senz’altro la chiesa di Santa Maria Novella a Firenze, sul cui pavimento Egnazio Danti progettò linee meridiane con lo scopo di studiare i movimenti solari. Fra il 1572 e il 1575 il cosmografo – sostenuto da Cosimo I dei Medici – aprì due fori gnomici sulla facciata della chiesa (uno sulla vetrata del rosone e uno più in alto) e praticò due aperture anche sulla volta interna per far passare la luce nel corso degli equinozi e del solstizio d’inverno.

Egnazio Danti

Questi strumenti avevano lo scopo di consentire nuovi calcoli astronomici destinati al progetto di riforma del calendario giuliano, per stabilire con esattezza la data della Pasqua e delle feste cristiane, secondo un progetto poi attuato da papa Gregorio XIII, cui si deve l’attuale calendario. Danti purtroppo non portò a termine il suo lavoro perché fu trasferito a Bologna da Francesco I dei Medici, ma nel 2016 l’Opera di Santa Maria Novella ha ultimato il tracciamento delle meridiane sul pavimento della cattedrale con il contributo dell’Istituto Geografico Militare e del Museo Galileo, e ogni anno organizza gratuitamente l’osservazione guidata del passaggio solare sulle linee ideate da Danti in concomitanza del mezzogiorno solare. Quest’anno l’evento si svolgerà alle ore 12,22 minuti e 28 secondi. Per partecipare, è necessario prenotarsi on line sul sito dell’Opera.

Pantheon

Secondo uno studio del Politecnico di Milano anche il Pantheon a Roma venne progettato per funzionare come gigantesco orologio solare, non con finalità scientifiche, ma esclusivamente simboliche: costruito per volere dell’imperatore Adriano e completato nel 128 d.C. su una precedente fondazione augustea, è coperto da una cupola emisferica (capolavoro d’ingegneria, costituita da un unico blocco in calcestruzzo non armato!) al cui centro si apre un oculo di 8,3 metri di diametro, unica fonte di luce naturale per l’interno. Nell’arco della giornata il sole proietta i suoi raggi lungo il soffitto cassettonato della volta fino a giungere al pavimento, ma il giorno dell’equinozio, alle ore 12, il fascio di luce si fa visibile all’esterno, attraversando una grata posta sopra la porta d’ingresso. Il 21 aprile, giorno tradizionalmente celebrato come il Natale di Roma, data della fondazione della città, la luce corrisponde perfettamente a un arco di pietra semicircolare posto sopra l’ingresso, che viene così del tutto illuminato: in concomitanza di tale fenomeno l’imperatore faceva il suo ingresso nel tempio, che era sia luogo di culto sia sala delle udienze, ed era illuminato dall’astro solare, per una sorta di conferma e glorificazione cosmologica del suo potere terreno. Per un ulteriore approfondimento consiglio di leggere lo studio che ha rivelato il movimento del sole all’interno del monumento.

L’isolato di Lucina con l’indicazione del quadrante della meridiana di Augusto e la chiesa di San Lorenzo

Una curiosità: non distante dal Pantheon si trovano i resti di una gigantesca meridiana, non più in uso perché oggi situati a cinque metri di profondità, nelle cantine di via Campo Marzio. Si tratta della meridiana che l’imperatore Augusto fece costruire al centro dei suoi giardini, dalle dimensioni imponenti: secondo alcune fonti il quadrante misurava centocinquanta metri per settanta. Lo gnomone che proiettava la sua ombra su tale lastra marmorea era costituito dall’obelisco del faraone Psammatico II, portato a Roma in seguito alla conquista dell’Egitto da parte dell’imperatore romano. Oggi l’obelisco si trova in piazza Montecitorio, e per visitare il quadrante – di cui sono sopravvissuti e visibili i tratti con i segni zodiacali del Leone, del Toro, della Vergine e dell’Ariete – è necessario rivolgersi alla proprietà delle cantine, situate al n. 48 di via Campo Marzio. Ogni sabato alle 16 si svolge invece la visita guidata dei sotterranei della chiesa di San Lorenzo in Lucina, collocata sopra il quadrante della meridiana, ma di cui sono rimaste poche evidenze.

La linea della meridiana nel transetto destro di Santa Maria degli Angeli

Rimanendo a Roma, sul pavimento della chiesa di Santa Maria degli Angeli si trova un calendario su cui la luce del sole – che penetra da un foro gnomonico di due centimetri – si sposta lungo una linea bronzea di 44,89 metri compresa tra i due punti estremi dei solstizi d’estate e d’inverno. Questo orologio solare – situato nel transetto destro – risale al 1702 ed è tutt’ora in funzione: fino a quando nel 1846 non venne sostituito dal cannone del Gianicolo, venne utilizzato per regolare gli orologi di Roma. Fu realizzato dal canonico matematico Francesco Bianchini e fu inaugurato da papa Clemente XI, che volle questa meridiana per verificare la correttezza del calendario gregoriano e determinare con esattezza la data della Pasqua, secondo i moti del sole e della luna: per sancire la volontà del pontefice e ricordarne il merito ai posteri, il foro da cui penetra la luce solare proviene dal centro dello stemma araldico di Clemente XI.

Il foro da cui proviene la luce nella chiesa di Santa Maria degli Angeli

Lungo il tracciato dello strumento si trovano tarsie marmoree che riproducono i segni zodiacali, a destra le costellazioni estive ed autunnali, a sinistra quelle primaverili ed invernali: realizzate prevalentemente con materiali di origine archeologica, furono opera del pittore Carlo Maratta, che venne sepolto in questa stessa chiesa nel 1713.

Il cronometro degli equinozi

La peculiarità di questa meridiana consiste nel dispositivo – unico al mondo – che consente di calcolare il momento in cui si verificano gli equinozi attraverso l’osservazione della luce del sole che transita su di essa: il dispositivo, che consiste in due ellissi – incise a destra e sinistra della linea bronzea – all’interno delle quali si trovano lamine bronzee segmentate in 30 tacche, pari a 30 ore, consente dunque di calcolare l’ora dell’equinozio con 30 ore di anticipo e 30 ore dopo che si è verificato, in base allo spostamento sul pavimento della macchia solare.

Meridiana di San Petronio a Bologna @ www.basilicadisanpetronio.org

Un’ulteriore meridiana si trova infine a Bologna, nella chiesa di San Petronio: un primo strumento venne realizzato da Egnazio Danti nel 1576, e attraversava la navata centrale prendendo luce da un foro praticato nel muro. Venne però distrutto nel 1653 in occasione dei lavori di ampliamento della chiesa, e una nuova meridiana venne realizzata dall’astronomo Gian Domenico Cassini, che volle creare un orologio solare in grado di migliorare le conoscenze astronomiche raggiunte fino ad allora. La sua opera fu tale da generare la rivalità di papa Clemente XI, che volle realizzare il suo strumento, monumentale, nella chiesa romana di Santa Maria degli Angeli. Cassini tracciò la linea del quadrante in occasione del solstizio d’estate del 1655, e seguendo la traccia del sole sul pavimento fissò i segni zodiacali in base alle date di proiezione: concluse il suo lavoro il 21 dicembre, giorno del solstizio d’inverno.

Le tarsie dei segni zodiacali lungo la meridiana di Santa Maria degli Angeli

Per le eccezionali qualità della sua opera Cassini fu riconosciuto come uno degli astronomi più autorevoli del suo tempo, e ottenne la direzione dell’Osservatorio Astronomico della città di Parigi.