I meravigliosi affreschi di San Gimignano, e altri luoghi

Piazza della cisterna e la Torre del Diavolo

La città di San Gimignano, famosa per le torri che ne caratterizzano il profilo, racchiude un tesoro di affreschi realizzati nel corso del Trecento e del Quattrocento da alcuni dei più importanti artisti senesi e fiorentini dell’epoca (alla mia visita ho dedicato una galleria di immagini).

Fra i luoghi da visitare, il Duomo di Santa Maria Assunta, che nella sua storia riflette quella della città: in origine semplice pieve fondata intorno al 1000, venne consacrata nel 1148 da papa Eugenio III e dal suo pulpito predicò anche Girolamo Savonarola.

Duomo, Bartolo di Fredi, storie del Vecchio Testamento

Godette di tali privilegi ecclesiastici che le autorità locali impiegarono grandi risorse per abbellirla ed ingrandirla, e il suo interno custodisce ancora un ciclo di affreschi che la ricopre completamente. Il colpo d’occhio che se ne ha varcando la soglia rimane impresso nella memoria, e rappresenta episodi del Nuovo Testamento (realizzati da Lippo e Federico Memmi, lungo la parete della navata di destra) e del Vecchio Testamento (risalenti al 1367 ad opera di Bartolo di Fredi, lungo la parete di sinistra).

Duomo, Lippo e Federico Memmi, storie del Nuovo Testamento – dettaglio

La volta a crociera è dipinta di blu, mentre gli intradossi delle arcate sono decorati con un motivo a bande. In controfacciata vi è un grande affresco rappresentante il martirio di San Sebastiano, risalente al 1465 ed opera di Benozzo Gozzoli, e ai suoi lati scene del Giudizio Universale di Taddeo di Bartolo, ispirate all’inferno dantesco. Lungo la navata di destra, ai piedi del transetto, si apre la Cappella di Santa Fina, realizzata su disegno di Giuliano da Maiano ed autentico gioiello del Rinascimento: è dedicata alla Santa più cara della città, la giovinetta Fina, che colpita da una grave malattia volle trascorrere gli ultimi anni di vita su una tavola di legno, che alla sua morte fiorì di viole gialle.

Duomo, Cappella di Santa Fina, affresco di Domenico Ghirlandaio

Ogni anno a marzo le viole gialle spuntano sulle torri della città, e rinnovano il ricordo della fanciulla e del suo miracolo. La cappella che ne custodisce le spoglie tramanda questa storia grazie agli affreschi di Domenico Ghirlandaio, raffiguranti San Gregorio che annuncia a Santa Fina la sua morte e Le esequie della santa, mentre al centro si erge l’altare opera di Benedetto da Maiano. Consiglio la visita del Duomo con il noleggio dell’audioguida, che consente di scoprirne la storia e i capolavori con una narrazione interessante e dettagliata.

Da destra, la Torre Rognosa, la Torre Chigi, le due torri dei Salvucci e, in secondo piano, la Torre Pettini

Una volta usciti dal Duomo, scendendo la scalinata ci si trova su Piazza della Cisterna, su cui affaccia il Palazzo Comunale, la Torre Grossa e Loggia del Comune. Tutta la piazza è circondata da Torri, fra cui la Torre Rognosa, la Torre Chigi, le Torri dei Salvucci e quelle degli Ardinghelli. Imboccando via di San Matteo si arriva alla Chiesa di Sant’Agostino, che merita la visita per il meraviglioso ciclo di affreschi che ne orna la cappella maggiore, dedicato alle storie del Santo.

Chiesa di Sant’Agostino, Benozzo Gozzoli, Storie della vita di Sant’Agostino, Agostino si trasferisce a Milano

Realizzato da Benozzo Gozzoli e bottega fra il 1464 e il 1465 su committenza del priore Fra Domenico Strambi, racconta diciassette episodi della vita di Agostino, dalla scuola di Tagaste alle sue esequie. I paesaggi idilliaci, le architetture rinascimentali, i personaggi colti dal vivo, rendono l’opera del maestro immediatamente riconoscibile, e riconducono alla memoria il Corteo di Magi della cappella di Palazzo Medici Riccardi di Firenze (realizzata entro il 1462, cui ho dedicato questo articolo e una galleria fotografica), gli affreschi della chiesa di San Francesco nel borgo umbro di Montefalco (ne parlo approfonditamente in questo post) e il ciclo del Camposanto di Pisa (1469).

Chiesa di Sant’Agostino, Benozzo Gozzoli, Storie della vita di Sant’Agostino, Agostino fanciullo – dettaglio

Sempre di Benozzo si può ammirare l’affresco votivo di San Sebastiano, dipinto in occasione della peste del 1464, con il Santo che dispiega il suo mantello per proteggere dalle frecce – scagliate dall’ira di Dio – il popolo di San Gimignano. Altre opere sono l’altare della croce con un affresco di Vincenzo Tamagni, la pala di Ridolfo di Ghirlandaio con la Madonna e il Bambino tra Santi, il dipinto sull’altare maggiore con l’Incoronazione della Vergine realizzato da Piero del Pollaiolo. La Chiesa infine custodisce le spoglie di San Bartolo, cui è dedicata una cappella con altare di Benedetto da Maiano, affreschi di Sebastiano Mainardi e pavimento in cotto di Andrea della Robbia.

San Lorenzo in Ponte @ arte.it

Un’altra chiesa da visitare è San Lorenzo in ponte, il cui motivo di interesse è l’estesa decorazione ad affresco realizzata da Cenni di Francesco di Ser Cenni sul tema della vita ultraterrena legata alla figura di San Lorenzo. La chiesa è stata riaperta nel marzo scorso dopo essere stata acquisita dal Comune di San Gimignano, che ne ha curato il restauro e la sua restituzione alla città e ai turisti.

Museo civico

Con un po’ di tempo a disposizione merita senz’altro la visita il Museo Civico, ospitato nel Palazzo Comunale, che accoglie una ricca pinacoteca dal XIII al XVII secolo, tra cui la Maestà di Lippo Memmi (ispirata a quella senese di Simone Martini, e che quest’anno ha compiuto 700 anni), opere di Coppo di Marcovaldo, Taddeo di Bartolo, Filippino Lippi, Benozzo Gozzoli, Benedetto da Maiano, il Sodoma, il Pinturicchio. Dal Palazzo si accede inoltre alla Torre Grossa, la più alta di San Gimignano, da cui si ammira un bel panorama sulla città e il paesaggio circostante. Accanto al Duomo si trova infine il Museo di Arte Sacra, che conserva dipinti, sculture, bassorilievi, tessuti, codici miniati appartenenti alla Collegiata e alle chiese del territorio.

Veduta dalla Rocca @ sangimignano.com

Oltre a salire sulla Torre Grossa, per ammirare il panorama si può giungere fino alla Rocca di Montestaffoli, realizzata  dai fiorentini nel 1353 quando la città si sottomise a Firenze. La rocca ospitava una fortezza di cui sono sopravvissute solo le cerchie murarie.

Per gli amanti dell’arte contemporanea consiglio una sosta alla Galleria Continua, fondata nel 1990 in un luogo così inusuale per l’arte contemporanea e giunta ad aprire sedi  a Pechino, Les Moulins, l’Avana, lavorando con artisti come Michelangelo Pistoletto, Jannis Kounellis, Daniel Buren, Anish Kapoor, Antony Gormley, Hiroshi Sugimoto, Berlinde de Bruyckere.

 

Immagini di San Gimignano, il Duomo e la Chiesa di Sant’Agostino