Pio II, Cosimo de’ Medici e il sogno di una nuova crociata negli affreschi di Pinturicchio e Benozzo Gozzoli

Convocazione del concilio di Mantova
Pinturicchio, Libreria Piccolomini nella Cattedrale di Siena. Convocazione del concilio di Mantova

Le pareti della Libreria Piccolomini che ho da poco ammirato nella Cattedrale di Siena raccontano la vita e le opere di papa Pio II, al secolo Enea Piccolomini (1405-1464), dalla sua prima impresa – la partenza per il concilio di Basilea – fino all’ultima, l’arrivo nel porto di Ancona per dare avvio alla crociata. Fra le scene rappresentate da Pinturicchio e dalla sua bottega vi è l’episodio della convocazione del concilio di Mantova: la Dieta, che si svolse dal primo giugno 1459 al 14 gennaio 1460, era stata convocata dal pontefice con l’obiettivo di indire una nuova guerra santa contro i turchi, per liberare il mar Adriatico dalla loro presenza e recuperare le terre occupate nell’Oriente bizantino. Per raggiungere la sede del concilio Pio II affrontò un lungo viaggio che lo portò – tra le varie tappe – a visitare il suo borgo natìo, Corsignano in val d’Orcia (nell’occasione ricostruito e ribattezzato Pienza), e Firenze, dove fece ingresso il 25 aprile.

Corteo del Mago giovane fra i personaggi, il primo cavaliere a destra è identificato con Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di Rimini. Sul cavallo accanto al suo, Galeazzo Maria Sforza, duca di Pavia. Il terzo personaggio a cavallo è Cosimo il Vecchio, mentre il quarto cavaliere è identificato con il figlio, Piero il Gottoso. Tra i due, con una singolare acconciatura, potrebbe esservi Carlo o Giovanni, figli illegittimi di Cosimo
Benozzo Gozzoli, Corteo dei Magi nella Cappella di Palazzo Medici Riccardi. Corteo del Mago giovane fra i personaggi, il primo cavaliere a destra è identificato con Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di Rimini. Sul cavallo accanto al suo, Galeazzo Maria Sforza, duca di Pavia. Il terzo personaggio a cavallo è Cosimo il Vecchio, mentre il quarto cavaliere è identificato con il figlio, Piero il Gottoso. Tra i due, con una singolare acconciatura, potrebbe esservi Carlo o Giovanni, figli illegittimi di Cosimo

Durante il suo soggiorno, accompagnato da Sigismondo Pandolfo Malatesta signore di Rimini, alloggiò negli appartamenti papali del convento domenicano di Santa Maria Novella, trattenendosi sino al 5 maggio. In città incontrò Galeazzo Maria Sforza, figlio primogenito del duca di Milano che si era recato nell’alleata Firenze come ambasciatore del padre, mentre non riuscì a vedere Cosimo, immobilizzato da un forse diplomatico attacco di gotta: il Medici riuscì dunque a sottrarsi all’incontro con il pontefice e ad evitare di trattare la faccenda della crociata, che lui riteneva una follia. Durante la permanenza di Pio II e di Galeazzo Maria Sforza i fiorentini organizzarono feste e spettacoli in onore dei due ospiti, tra cui una giostra in piazza Santa Croce, un ballo nel Mercato nuovo, un banchetto nel palazzo Medici di via Larga (l’attuale Palazzo Medici Riccardi), una caccia con animali feroci. Il protagonista dello spettacolo organizzato in via Larga in occasione della cena fu Lorenzo il Magnifico, figlio di Cosimo, allora undicenne.

Dettaglio del Mago giovane, tradizionalmente identificato con Lorenzo il Magnifico
Benozzo Gozzoli, Corteo dei Magi nella Cappella di Palazzo Medici Riccardi. Dettaglio del Mago giovane, tradizionalmente identificato con Lorenzo il Magnifico

Lo splendore dei festeggiamenti influenzò senza dubbio il pittore Benozzo Gozzoli, che entro il 1462 affrescò la cappella di Palazzo Medici Riccardi con un magnifico corteo dei Magi (cui ho dedicato questo post). Nelle sembianze del Mago giovane dipinto da Benozzo si riconosce Lorenzo il Magnifico, rappresentato con un copricapo simile a quello realmente indossato dall’undicenne nello spettacolo di via Larga del 1459. Nel corteo che segue il Mago sulle pareti della cappella si possono individuare i personaggi che in quella occasione si riunirono a Firenze: Sigismondo Pandolfo Malatesta, Galeazzo Maria Sforza, Cosimo il Vecchio e il figlio Piero il Gottoso (committente dell’affresco benozziano).

Arrivo di Pio II ad Ancona per dare avvio alla II Crociata - dettaglio del fondo con Ancona
Pinturicchio, Libreria Piccolomini nella Cattedrale di Siena. Arrivo di Pio II ad Ancona per dare avvio alla II Crociata – dettaglio del fondo con Ancona

Il progetto di una nuova crociata fortemente propugnato da Pio II non giunse, nemmeno negli anni seguenti, all’esito sperato, tanto da indurre lo stesso pontefice, ormai vecchio e malato, ad annunciare di voler condurre di persona la flotta nell’Adriatico: a questo scopo giunse ad Ancona il 19 luglio 1464, dove morì nella notte fra il 14 e 15 agosto, pochi giorni dopo l’arrivo delle navi promesse dai Veneziani. Questo episodio è rappresentato nell’ultimo riquadro del ciclo della Libreria Piccolomini, con il vecchio pontefice seduto in portantina e alle sue spalle il porto, con le imbarcazioni veneziane in arrivo.

Due affreschi (due capolavori), quelli di Pinturicchio e di Benozzo Gozzoli, che testimoniano l’incontro fra personaggi e storie cruciali del nostro Quattrocento, una vicenda – la gotta di Cosimo il Vecchio – che racconta l’astuzia di colui che era divenuto il Signore di Firenze, e la volontà incrollabile di Pio II di indire una crociata per opporsi alla disgregazione morale – e territoriale – della cristianità.

Altre immagini:

Le chiese di Siena: un itinerario alla scoperta di tesori meno conosciuti

Il panorama di Siena dalla chiesa di San Domenico
Il panorama di Siena dalla chiesa di San Domenico

Sono tornata a Siena per studiare la Libreria Piccolomini della Cattedrale (al capolavoro di Pinturicchio ho dedicato questo articolo) e nell’occasione mi sono recata in alcune chiese che non avevo mai visitato prima.

La navata della chiesa di San Domenico
La navata della chiesa di San Domenico

Dopo aver ammirato la Cattedrale, il Museo dell’Opera del Duomo, il Battistero, il complesso di Santa Maria della Scala, il Palazzo Comunale e la Pinacoteca nel corso delle mie visite precedenti, stavolta ho voluto visitare luoghi meno noti, cominciando dalla Basilica di San Domenico, da cui il panorama sul Duomo, il campanile e la Torre del Mangia è davvero splendido.

La Cappella di santa Caterina nella chiesa di San Domenico
La Cappella di santa Caterina nella chiesa di San Domenico

Risalente al 1226, la chiesa venne in seguito ampliata nelle forme gotiche attuali: edificata in mattoni, in controfacciata ospita una struttura soprelevata chiamata Cappella delle Volte, luogo di preghiera delle suore Mantellate legato ad episodi di santità di Caterina da Siena. Sulla parete di fondo si ammira un ritratto veritiero della santa, opera ad affresco di Andrea Vanni. Il luogo più suggestivo è senz’altro la cappella dedicata a Caterina, voluta nel 1466 per custodire la reliquia della testa della santa (in questa basilica sin dal 1383), collocata al centro dell’altare e affiancata da due affreschi del Sodoma con Svenimento ed Estasi. Il pavimento marmoreo è opera di Francesco di Giorgio e rappresenta Orfeo e gli animali. Sulla parete di destra si trovano anche un affresco staccato di Pietro Lorenzetti con Madonna col Bambino, San Giovanni Battista e un cavaliere e l’Adorazione dei pastori di Francesco di Giorgio.

Altre foto di San Domenico:

Ho quindi visitato la basilica di San Francesco, anch’essa risalente al 1228 e successivamente ampliata in forme gotiche.

Chiesa di San Francesco
Chiesa di San Francesco

Come la chiesa domenicana, ha pianta a croce egizia ed è stata edificata in mattoni: un luogo dalle imponenti dimensioni, adatto ad accogliere grandi masse di fedeli in occasione delle predicazioni. Nel transetto destro si trova la cappella delle Sacre Particole, ostie rimaste miracolosamente incorrotte dal 14 agosto 1730, quando venne trafugata la pisside che le custodiva. In una cappella del transetto sinistro si trova una Crocifissione di Pietro Lorenzetti, che faceva parte di un ciclo realizzato insieme al fratello Ambrogio per la sala capitolare e il chiostro del convento francescano. I brani superstiti sono inoltre le scene con il Martirio di frati francescani e San Ludovico da Tolosa che si congeda da Bonifacio VIII.

Altre foto di San Francesco:

La navata della chiesa di Sant'Agostino
La navata della chiesa di Sant’Agostino

Ho raggiunto la chiesa di Sant’Agostino, che si erge a fianco del prato che ne porta il nome: risalente al 1258, a fine Settecento venne rinnovata da Luigi Vanvitelli, a cui si deve il luminoso interno a una navata. Qui si ammira, in un altare laterale, un Crocifisso e Santi di Perugino, mentre nella cappella in fondo a destra si osservano affreschi quattrocenteschi sopravvissuti al rinnovamento vanvitelliano: la volta con le Sibille ad opera di Luca Signorelli e sulle pareti due affreschi in monocromo di Francesco di Giorgio Martini e bottega, rappresentanti la Nascita della Vergine e la Natività di Gesù. Nella piazza di fronte alla chiesa di trova l’Accademia dei Fisiocratici, fondata nel 1691 da Pirro Maria Gabrieli e il Museo di Storia Naturale (uno dei più antichi della Toscana).

Altre foto di Sant’Agostino:

San Clemente in Santa Maria dei Servi
San Clemente in Santa Maria dei Servi

Dalla chiesa di sant’Agostino ho imboccato via Sant’Agata e seguendone il corso dopo la piazza del Mercato, lungo il lato posteriore del Palazzo Pubblico, percorrendo via del Salicotto sono giunta all’ultima chiesa del mio itinerario, San Clemente in Santa Maria dei Servi. Innalzata sopra una scalinata in fondo alla bella piazza alberata, il suo nome ne racconta l’origine, fondata dall’ordine dei frati Servi di Maria sull’allora preesistente e fatiscente chiesa di San Clemente.

Coppo di Marcovaldo, Madonna del Bordone
Coppo di Marcovaldo, Madonna del Bordone

Al suo interno mostra le epoche e gli stili degli ampliamenti e degli interventi successivi: le tre navate risalgono all’alto Rinascimento, il transetto e l’abside al periodo gotico, gli altari laterali sono barocchi mentre l’illuminazione in ferro battuto è neogotica. Il campanile è romanico, del XIII secolo, mentre la scalinata d’accesso risale al Settecento. Fra le opere si distingue la Madonna col Bambino e due angeli, detta “Madonna del Bordone” di Coppo di Marcovaldo, firmata e datata 1261, ispirata a un modello bizantino. Vi sono inoltre un affresco di Pietro Lorenzetti rappresentante la Strage degli innocenti e una tela di medesimo soggetto di Matteo di Giovanni (1491), nonché una Croce dipinta di Niccolò di Segna di Bonaventura. Sull’altare è collocata l’Incoronazione di Maria di Bernardino Fungai (1501).

Altre foto di San Clemente in Santa Maria dei Servi:

Per pranzo mi sono fermata all’Enoteca I Terzi, collocata in una posizione centrale rispetto ai luoghi da visitare e di qualità e servizio garantiti. Fra i piatti ordinati: salmone marinato con cipolla rossa, carpaccio di girello con fonduta di gorgonzola, pici al ragù chiantigiano, spaghetti al limone con rana pescatrice  e zucchine.

I piatti:

Altre immagini di Siena:

Mappa delle chiese visitate:

La Libreria Piccolomini nella cattedrale di Siena, la meraviglia del Pinturicchio

La Libreria Piccolomini: al centro le Grazie e in basso le custodie lignee dei corali
La Libreria Piccolomini: al centro le Grazie e in basso le custodie lignee dei corali

Dopo aver ammirato le opere di Pinturicchio a Roma (in alcune chiese e negli Appartamenti Borgia), Spoleto (nella Cappella Eroli della Cattedrale) e Spello (nella chiesa di San’Andrea Apostolo e nella Cappella Baglioni) sono tornata a Siena per contemplare la Libreria Piccolomini, realizzata dal pittore umbro tra il 1505 e il 1507.

Libreria Piccolomini, la parete d'ingresso
Libreria Piccolomini, la parete d’ingresso

La costruzione di questo spazio sontuoso negli ambienti del vecchio presbiterio della Cattedrale fu decisa intorno al 1492 dal cardinale Francesco Todeschini Piccolomini, arcivescovo di Siena, in memoria dello zio, papa Pio II, morto 28 anni prima. La Libreria fu concepita come biblioteca, luogo adeguato ad accogliere l’importante raccolta collezionata dal pontefice e grande umanista.

Arrivo di Pio II ad Ancona per dare avvio alla II Crociata - dettaglio dei personaggi
Arrivo di Pio II ad Ancona per dare avvio alla II Crociata – dettaglio dei personaggi

Il 29 giugno 1502 fu sottoscritto il contratto tra il cardinale Francesco e Pinturicchio, all’epoca fortemente stimato e richiesto dopo il successo riscosso per gli affreschi degli Appartamenti Borgia realizzati tra il 1492 e il 1494. Il contratto impegnava il pittore a non assumere altri incarichi fino alla conclusione del lavoro, in modo da non causare ritardi alla consegna, e indicava con precisione la decorazione a grottesche della volta e le dieci storie da illustrare sulle pareti, destinate a raccontare la vita di Pio II. I cartoni preparatori dovevano essere disegnati dal pittore umbro, così come la loro rappresentazione a muro; inoltre Pinturicchio doveva realizzare di sua mano tutte le teste ad affresco e i successivi ritocchi a secco, il tutto per un onorario di mille ducati d’oro.

La volta
La volta

Secondo la prassi la volta fu la prima ad essere realizzata, progettata dal Maestro ed eseguita dalle maestranze della sua bottega. Fu conclusa probabilmente prima del 22 settembre 1503, data di elezione pontificia del Cardinale Francesco con il nome di Pio III: al centro infatti reca l’emblema Piccolomini ancora sormontato dal cappello cardinalizio. L’improvvisa scomparsa di Pio III, il 18 ottobre 1503, causò inevitabilmente un arresto del cantiere, anche perché al pittore venne nel frattempo commissionato un altro lavoro da parte del fratello del defunto pontefice, Andrea di Nanni Piccolomini: un grande affresco commemorativo, dedicato all’Incoronazione di Pio III, da realizzarsi al di sopra dell’ingresso della Libreria lungo la parete della navata sinistra, concluso il 19 febbraio 1504.

Pinturicchio, L'incoronazione di Pio III, parete d'ingresso alla Libreria Piccolomini, navata di sinistra della Cattedrale
Pinturicchio, L’incoronazione di Pio III, parete d’ingresso alla Libreria Piccolomini, navata di sinistra della Cattedrale

Oltre a questo lavoro Pinturicchio eseguì il cartone preparatorio dell’allegoria della Fortuna, destinato al pavimento della Cattedrale senese, e la decorazione della cappella di San Giovanni Battista (1504-1506).

Gli affreschi narranti la vita di Pio II all’interno della Libreria vennero dunque eseguiti tra il 1505 e il 1507, e videro impegnati – accanto al Maestro – gli aiuti della sua bottega: Giovanni di Francesco Ciambella, Matteo Balducci, Eusebio da San Giorgio (autore, tra l’altro, della splendida pala custodita nella chiesa di Sant’Andrea a Spello). L’opera di Pinturicchio fu completamente pagata il 18 gennaio 1509 da dama Agnese, vedova di Andrea, con il saldo restante di 14 ducati e mezzo.

Gruppo delle Grazie nella Libreria Piccolomini
Gruppo delle Grazie nella Libreria Piccolomini

All’interno della Libreria si ammira il gruppo delle Tre Grazie, collocato al centro dell’ambiente, copia romana di un originale ellenistico del III o II secolo a.C. acquistato dal cardinale Francesco, mentre lungo le pareti si trovano vetrine lignee che custodiscono i Corali della sagrestia della Cattedrale.

Nella volta si ammirano i motivi a grottesca che il pittore aveva già impiegato sia nella Cappella Bufalini a Santa Maria in Aracoeli, sia nella cappella di San Girolamo a Santa Maria del Popolo, sia infine negli Appartamenti Borgia in Vaticano.

Dettaglio della finta partitura architettonica decorata a grottesche
Dettaglio della finta partitura architettonica decorata a grottesche

Lungo le pareti laterali e quella d’ingresso si snodano gli episodi della vita di papa Pio II, inquadrati da una finta architettura ad arcate divise da pilastri in trompe-l’œil decorati con motivi a grottesca. Al di sotto di ciascuna scena si trova un’iscrizione che spiega l’episodio rappresentato, a partire dal primo, situato accanto alla finestra destra, dedicato alla partenza di Enea Silvio per il concilio di Basilea. Nel riquadro si vede il futuro papa, ancora ventisettenne, in sella a un cavallo bianco, all’interno del corteo che arriva nel porto di Piombino. Dietro di lui si scorgono le navi della missione, in preda alla tempesta che le colse nel corso della navigazione, tempesta cui fece seguito il bel tempo coronato dall’arcobaleno. Molti dettagli sono realizzati in rilievo, come già negli affreschi degli Appartamenti Borgia.

La partenza di Enea Silvio per il concilio di Basilea
La partenza di Enea Silvio per il concilio di Basilea

Segue l’episodio di Enea Silvio ambasciatore alla corte di Scozia, con il protagonista rappresentato mentre pronuncia un discorso al Re per convincerlo ad allearsi con Carlo VII, re di Francia, contro gli inglesi. Dietro alla scena principale è raffigurato, al di là di una loggia decorata all’antica, un magnifico paesaggio di suggestione nordica, punteggiato da castelli e torri e attraversato da un fiume che sfocia nel mare. Il dolce degradare delle colline ricorda i paesaggi umbri, così come gli alberelli illuminati da lumeggiature in oro. Vi è poi l’incoronazione d’alloro a poeta da parte dell’imperatore Federico III, con un edificio a pianta centrale e impianto prospettico che si staglia sullo sfondo: si tratta di una variazione dell’edificio peruginesco presente nella Consegna delle chiavi della Cappella Sistina, già sviluppato da Pinturicchio nelle scene della Cappella Bufalini a Roma e della Cappella Baglioni a Spello.

L'incoronazione di Enea Silvio a poeta - dettaglio dell'edificio sul fondo
L’incoronazione di Enea Silvio a poeta – dettaglio dell’edificio sul fondo

Segue l’episodio di Enea Silvio che fa atto di sottomissione a Eugenio IV: al di là della scena principale, in cui il protagonista bacia i piedi del pontefice, si svolge l’episodio della sua investitura a vescovo di Trieste, ambientato sotto un loggiato. Fra i cardinali astanti seduti sulla sinistra si riconosce il cardinale Bessarione, con una lunga barba bianca. Segue la scena più famosa del ciclo, nella quale Enea Silvio, vescovo di Siena, presiede all’incontro tra i promessi sposi Eleonora di Portogallo e l’imperatore Federico III, incontro avvenuto a Siena il 24 febbraio 1452.

L'incontro di Eleonora del Portogallo e dell'imperatore Federico III
L’incontro di Eleonora del Portogallo e dell’imperatore Federico III

Dietro alla scena in primo piano si staglia la colonna che i senesi eressero in memoria dell’avvenimento (esistente tutt’oggi), mentre alla destra di Enea Silvio si scorge, con abito e cappello scuro, Andrea di Nanni Piccolomini e la di lui moglie Agnese, con indosso un corsetto bianco stretto da lacci orizzontali scuri. Nel paesaggio sullo sfondo si osservano la torre del Palazzo Pubblico, la facciata incompiuta del Duomo nuovo (il “facciatone) e la cattedrale con il suo campanile. Il riquadro seguente rappresenta Enea Silvio che riceve il cappello cardinalizio all’interno di un ambiente al cui centro è collocata una pala d’altare con la Madonna e il Bambino affiancati dai santi Giacomo maggiore e Andrea, protettori della famiglia Piccolomini.

L'incontro di Eleonora del Portogallo e dell'imperatore Federico III - dettaglio del paesaggio di Siena
L’incontro di Eleonora del Portogallo e dell’imperatore Federico III – dettaglio del paesaggio di Siena

Vi è poi l’incoronazione a pontefice di Enea Silvio (avvenuta il 3 settembre 1458), rappresentato sulla portantina papale mentre entra in San Giovanni in Laterano. Le mura dell’affresco sono decorate con una sovrabbondanza di stucchi dorati, a sottolineare il grande significato di questo momento. Segue l’episodio della convocazione del concilio di Mantova, al fine di organizzare una crociata contro i turchi ottomani: in primo piano in ginocchio è raffigurato, con la barba bianca, il patriarca di Costantinopoli Gennadio.

Convocazione del concilio di Mantova - dettaglio della figura di Gennadio
Convocazione del concilio di Mantova – dettaglio della figura di Gennadio

Fra tutte le scene, questa sembra la meno riuscita, dovuta quasi interamente al lavoro dei collaboratori di bottega. Vi è a seguire l’episodio della canonizzazione di Santa Caterina da Siena, organizzato su due piani distinti: in quello superiore si trova papa Pio II seduto con il corpo della santa sdraiato ai suoi piedi, in quello inferiore vi sono alcuni astanti tra cui si scorgono, a sinistra, due gentiluomini tradizionalmente identificati in Raffaello e Pinturicchio.

Canonizzazione di Santa Caterina da Siena - dettaglio delle figure tradizionalmente identificate in Raffaello e Pinturicchio stesso
Canonizzazione di Santa Caterina da Siena – dettaglio delle figure tradizionalmente identificate in Raffaello e Pinturicchio stesso

Il ciclo si conclude con la scena dell’arrivo di Pio II ad Ancona per dare inizio alla crociata: qui il papa giunse, vecchio ed ammalato, il 19 luglio 1464, ma fece appena in tempo a vedere arrivare la flotta veneziana: morì infatti nella notte tra il 14 e il 15 agosto. Alle spalle del vecchio pontefice, assiso sulla portantina, vi è una fedele rappresentazione del porto di Ancona, con l’arco di Traiano, le mura, le navi veneziane in arrivo.

Informazioni utili: per visitare la Libreria è necessario acquistare il biglietto d’ingresso alla Cattedrale di Siena, come visita singola o abbinata ad altri percorsi. Tutte le indicazioni sono riportate sul sito dell’Opera della Metropolitana Senese. Per chi volesse fare una gita in questa splendida città, ho raccolto alcune suggestioni in questo articolo. Per gli appassionati come me di Pinturicchio consiglio tutti i post via via linkati nel testo, consultabili unitariamente a questa pagina.

Altre immagini:

Mappa:

Meraviglie di Siena: la Cattedrale, il Battistero e il Museo dell’Opera del Duomo

Navata centrale della cattedrale

Fino al 25 ottobre si potrà ammirare lo straordinario pavimento della Cattedrale, realizzato in commesso marmoreo e graffito in un arco temporale di diversi secoli, dal Trecento all’Ottocento, grazie al concorso di opera e ingegno di numerosi artisti. Si tratta di un’opera unica, che è possibile contemplare per pochi mesi ogni anno, in occasione della sua scopertura: un’opportunità dunque imperdibile per godere di questa meraviglia, articolata in un complesso programma figurativo, suddiviso in cinquantasei tarsie, dedicato alla celebrazione della sapienza. Gli artisti che lo hanno reso possibile furono tutti di origine senese tranne uno, Pinturicchio, che realizzò il cartone preparatorio del riquadro del Monte della Sapienza. Le prime tarsie furono tratteggiate sopra superfici di marmo bianco, incise con lo scalpello e il trapano in solchi poi riempiti di stucco nero, procedura che venne successivamente perfezionata utilizzando marmi colorati accostati insieme, come in una tarsia lignea, tecnica denominata “commesso marmoreo”.

Pavimento della cattedrale: iscrizione all’ingresso

All’ingresso della navata centrale un’iscrizione invita ad entrare con atteggiamento casto – “Ricordati di entrare castamente nel castissimo tempio della Vergine” – e ad essa segue la tarsia con Ermete Trismegisto, fondatore della sapienza umana, quello con la Lupa che allatta Romolo e Remo (l’unico realizzato a mosaico, e per questo probabilmente il più antico), la tarsia con il Monte della Sapienza realizzata dal Pinturicchio. Nelle navate laterali vi sono i riquadri delle Sibille, cinque per ogni navata, che insieme alle figurazioni della navata centrale svolgono il tema della sapienza nell’antichità classica e pagana.

Nel transetto e nel coro viene rappresentato lo stesso tema attraverso momenti della storia del popolo ebraico e della salvezza cristiana: tra i riquadri più spettacolari, quello della Strage degli innocenti di Matteo di Giovanni e quelli con le Storie di Elia ed Acab e alcune Storie di Mosé di Domenico Beccafumi.

Affreschi della libreria Piccolomini

Un altro capolavoro da ammirare in tutto il suo splendore è la libreria Piccolomini, che si trova sul fianco nord occidentale della cattedrale, realizzata da Francesco Todeschini Piccolomini per onorare la memoria dello zio Enea Silvio (papa Pio II) e conservare il ricco patrimonio bibliografico da lui raccolto a Roma. L’ambiente fu interamente affrescato fra il 1503 e il 1508 dal Pinturicchio e dalla sua bottega e lungo le pareti illustra dieci episodi della vita del Piccolomini, mentre la volta è decorata a grottesche. Sotto gli affreschi, custoditi in vetrine disposte lungo le pareti, si ammirano alcuni codici miniati del XV secolo.

Vetrata di Duccio di Buoninsegna

Il Museo dell’Opera del Duomo conserva altre meraviglie, in particolare la grande vetrata (il suo diametro è sei metri) realizzata da Duccio di Buoninsegna il 1287 e il 1290 e destinata all’abside della Cattedrale. Essa è esposta al termine del corridoio che conserva le statue scolpite da Giovanni Pisano per la facciata, raffiguranti Sibille, Profeti e Filosofi dell’antichità, e il tondo di Donatello con la Madonna con Bambino. Un altro capolavoro di Duccio di Buoninsegna si può ammirare al primo piano, è la Maestà del Duomo di Siena e fu realizzato tra il 1308 e il 1311. Sulla facciata anteriore della pala è raffigurata la Madonna in trono tra santi ed angeli, mentre la facciata posteriore era divisa in ventisei scene narranti la Passione di Cristo.

Pietro Lorenzetti, Natività della Vergine

Nella stessa sala si trova anche la Natività della Vergine di Pietro Lorenzetti, risalente al 1342. La visita del Museo è interessante anche perché è allestito negli ambienti che dovevano costituire la navata destra del Duomo Nuovo, le cui prime tre campate furono costruite a partire dal 1339. L’impresa tentata dai senesi, che venne interrotta dopo la peste del 1348, aveva un obiettivo ambizioso, ovvero ampliare la cattedrale esistente trasformandola nel transetto di un complesso ben più grande, di cui però furono edificate solo le prime tre campate della navata destra, che oggi appunto ospitano il Museo, e quella che doveva diventare la nuova facciata, denominata “facciatone”.

Volta del Battistero e fonte battesimale

Al di sotto della Cattedrale si trova il Battistero, raggiungibile scendendo una scala monumentale a partire dalla piazza del Duomo nuovo. L’ambiente interno è diviso in tre navate, le cui volte furono interamente affrescate da Lorenzo di Pietro detto il “Vecchietta” tra il 1447 e il 1450 con gli Articoli del Credo. Al centro del Battistero si trova il fonte battesimale, risalente al 1417-1431, costituito da marmi, bronzi e smalti realizzati, tra gli altri, da Donatello, Lorenzo Ghiberti, Jacopo della Quercia.

Acquistando il biglietto unico “Opa si pass” è inoltre possibile visitare – oltre alla Cattedrale, alla libreria Piccolomini, al Museo dell’Opera del Duomo e al Battistero – la cripta, che conserva un ciclo pittorico, risalente alla seconda metà del Duecento, che non solo copre le pareti ma che si estende su colonne, pilastri, capitelli, mensole.

Il “facciatone” © Opera della Metropolitana di Siena

È infine inclusa la salita fino alla terrazza panoramica del “facciatone”, da dove si ammira un panorama unico sul Duomo e sulla città di Siena, nonché sul paesaggio circostante. Acquistando il biglietto dedicato che include la “Porta del cielo” è inoltre possibile salire fino ai tetti, ammirando l’esterno e l’interno della Cattedrale da un’altezza finora preclusa ai visitatori, privilegio esclusivo delle maestranze dell’Opera. Tutte le informazioni utili alla visita sono facilmente reperibili sul sito dell’Opera della Metropolitana di Siena.

Affresco del Pellegrinaio © Santa Maria della Scala

Insieme alla visita di queste meraviglie consiglio una sosta al complesso di Santa Maria della Scala, situato proprio di fronte alla Cattedrale, che costituisce una testimonianza incredibile della storia della città: oltre ad essere luogo di accoglienza dei pellegrini, fu ospedale, ricovero dei poveri e rifugio per i “gettatelli” (i bambini abbandonati), assommando – come la sua complessità architettonica ben rivela – molteplici funzioni. Il luogo più prezioso di tutto il complesso è senz’altro la Sala del pellegrinaio, così chiamato perché inizialmente destinato all’accoglienza dei pellegrini: l’ambiente, un’unica sala con volte a crociera, fu affrescato da vari artisti tra il 1440 e il 1444 secondo un programma iconografico che illustra le attività caritative che venivano svolte.

Fienile e marmi della Fonte Gaia © Santa Maria della Scala

Meritano inoltre una visita sia i locali del fienile – che espongono in mostra i marmi originali della Fonte Gaia realizzata da Jacopo della Quercia – sia il Chiasso vecchio di Sant’Ansano, grande strada coperta che svolgeva la funzione di asse del traffico interno al Santa Maria e su cui affacciano i locali sotterranei che attualmente ospitano il Museo Archeologico Nazionale.

Maestà di Simone Martini © Comune di Siena

Considero imprescindibile la visita del Palazzo Comunale, che sorge su Piazza del Campo e che conserva affreschi imperdibili del Trecento senese quali l’Allegoria ed effetti del Buono e del Cattivo Governo di Ambrogio Lorenzetti, la Maestà e Guidoriccio da Fogliano di Simone Martini. Di grande interesse anche la Pinacoteca Nazionale, che custodisce opere – fra i tanti – di Duccio di Buoninsegna, Simone Martini, Pietro e Ambrogio Lorenzetti, Sassetta, Domenico Beccafumi, il Sodoma.

Per una sosta a pranzo o a cena consiglio l’Enoteca I Terzi, nei pressi di Piazza del Campo, il cui nome deriva dalla posizione, alla confluenza dei terzi in cui è divisa la città (Terzo di San Martino, Terzo di Camollia e Terzo di Città). L’ambiente confortevole, il servizio sempre impeccabile e il menù semplice ma curato ne fanno uno dei miei ristoranti preferiti.

Alla mia gita ho dedicato una galleria fotografica.

Immagini della Cattedrale, del Battistero e del Museo dell’Opera del Duomo di Siena