Gita a Volterra

Nell’arco di una giornata si possono ammirare alcune delle perle artistiche custodite nella splendida Volterra, cittadina che ha conservato il suo aspetto medievale e dove si può passeggiare respirando l’atmosfera di antica repubblica dell’età dei Comuni. Tra i luoghi che ho visitato, la Pinacoteca e Museo Civico, ospitata nel Palazzo Minucci-Solaini: conserva opere straordinarie (qui una galleria di immagini), tra cui spicca la Deposizione dalla Croce di Rosso Fiorentino, risalente al 1521 e realizzata per la Cappella della Croce di Giorno della Chiesa di San Francesco.

Rosso Fiorentino, Deposizione dalla Croce

Secondo gli studiosi si tratta dell’opera più rappresentativa del Manierismo, oltre ad essere la più famosa realizzata dal pittore. La scena è spartita dalla croce, dalla quale – in alto – viene rappresentata la deposizione del Cristo morto: i personaggi che sostengono il corpo hanno volti e corpi contratti dalla fatica, e si sporgono da scale appoggiate in precario equilibrio. In basso, ai piedi della croce, i dolenti che piangono la morte del figlio di Dio manifestano la propria sofferenza con un fortissimo espressionismo dei volti e delle posizioni, con la Maddalena che abbraccia le gambe della Madonna e San Giovanni che nasconde il volto tra le mani, allontanandosi dal gruppo.

Luca Signorelli, Annunciazione – dettaglio

Accanto alla pala vi sono due opere di Luca Signorelli, una Madonna col Bambino e Santi – dove i personaggi sono disposti a creare due piramidi rovesciate – opera sempre proveniente dalla Chiesa di San Francesco, e un’Annunciazione in cui l’angelo ha ali che ricordano le piume del pavone e la Madonna è inquadrata da un porticato in prospettiva. Altra opera mirabile è la pala del Ghirlandaio rappresentante Cristo in gloria tra santi e il committente, abate Giusto Bonvicini realizzata nel 1492 per la Badia di San Giusto. Lo sfondo del quadro è un paesaggio che ricorda le Balze di Volterra e che forse deriva dall’osservazione diretta del paesaggio circostante la Badia.

Cenni di Francesco, Strage degli innocenti – dettaglio

Ho potuto ammirare anche la Cappella della Croce di Giorno della Chiesa di San Francesco, cui era destinata la pala di Rosso Fiorentino, e i suoi affreschi, realizzati nel 1410 da Cenni di Francesco e rappresentanti scene della vita della Vergine e di Cristo e momenti della storia della Vera Croce (tratta dalla Legenda Aurea di Iacopo da Varagine). Per il ciclo sulla Vera Croce, Cenni di Francesco guardò anche agli affreschi di Agnolo Gaddi nella cappella maggiore della Chiesa di Santa Croce a Firenze.

Cappella della Croce di Giorno nella Chiesa di San Francesco

Tra le scene, la più celebre è senz’altro quella raffigurante la strage degli innocenti. Di grande efficacia espressiva anche quella del trafugamento della Croce da parte di Cosroe e quella di Eraclio che fa decapitare Cosroe e riporta la Croce a Gerusalemme. Gli affreschi di Agnolo Gaddi e di Cenni di Francesco rappresentarono modelli iconografici quando, qualche anno dopo tra il 1452 e il 1466, Piero della Francesca realizzò nella cappella maggiore della Chiesa di San Francesco ad Arezzo il suo straordinario ciclo delle Storie della Vera Croce (ne parlo in questo articolo).

Considero imperdibile anche il Museo Etrusco Guarnacci, nato nel 1761 quando il nobile abate Mario Guarnacci donò la sua collezione archeologica alla città di Volterra, costituendo uno dei più antichi musei pubblici d’Europa. Custodisce una delle più belle raccolte di arte etrusca, particolarmente ricca la collezione di urne, e fra gli oggetti più interessanti espone la stele di Avile Tites, la statuetta bronzea “Ombra della sera” e la splendida urna degli sposi (qui alcune immagini). Avile Tites era un principe guerriero sulla cui sepoltura era collocata questa stele (databile al 560-540 a.C.), che lo rappresenta armato con daga e lancia e in movimento verso sinistra.

Statuetta “Ombra della sera”

“Ombra della sera” è una statuetta filiforme alta 57 cm risalente agli inizi del III secolo a.C., con una singolare acconciatura: corta sulla nuca, con ciuffo sulla fronte e riccioli sulle guance. La statuetta faceva parte della collezione di Filippo Buonarroti a Firenze fin dal 1737, ma poiché proveniva sicuramente da Volterra, Guarnacci l’acquisì intorno al 1750. La sua forma, propria dell’ex-voto allungato di origine nell’area centro-italica, mi ha ricordato la statuetta già ammirata al Louvre e il fascino esercitato dalla statuaria etrusca sull’arte di Alberto Giacometti.

Urna degli sposi – dettaglio

L’urna degli sposi è un altro dei simboli del Museo Guarnacci, e rappresenta due personaggi, verosimilmente una coppia di sposi, distesi nella consueta posizione del banchetto. I loro volti sono caratterizzati da grande realismo e la loro realizzazione, insieme ai particolari delle vesti, rivela una spiccata padronanza tecnica, consentita anche dall’utilizzo della terracotta, materiale che permette la definizione in dettaglio.

Suggerisco senza dubbio la visita di questi luoghi, non prima di una passeggiata per le vie cittadine, con una sosta nella suggestiva piazza dei Priori. Altri siti da visitare sono il Duomo, l’ecomuseo dell’alabastro (ospitato, insieme alla Pinacoteca, nel Palazzo Minucci Solaini), nonché la cinta muraria e le sue porte e, solamente dall’esterno, la fortezza medicea (oggi adibita a carcere).

In occasione della mia gita ho pranzato all’Enoteca del Duca, con un tavolo nella corte esterna. Ho preso un primo al ragù e un tortino di verdure, entrambi ottimi, e un calice di vino consigliatoci dal personale, estremamente gentile e preciso.

Immagini della Cappella della Croce di Giorno della Chiesa di San Francesco

Immagini della Pinacoteca e Museo civico di Volterra